“L’audit nasce nel mondo della grande industria e in sanità diventa audit clinico”

E’ un’affermazione che di tanto in tanto viene fatta da persone che non hanno un background professionale sanitario, ma lavorano in contatto con le strutture sanitarie, per esempio consulenti.
Il metodo dell’Audit Clinico e’ stato sviluppato e descritto dal medico epidemiologo Paul Anthony Lembcke alla fine degli anni ’50 : “come audit medico viene definita una valutazione retrospettiva delle cure mediche attraverso la revisione delle cartelle cliniche. Il processo richiede un’analisi sistematica delle cartelle rispetto all’accuratezza della diagnosi e l’appropriatezza del trattamento. I risultati vengono valutati tramite criteri specifici, e la percentuale di casi che sono conformi con il criterio viene confrontata con una percentuale derivata dalle osservazioni dei migliori ospedali del paese.” (Lembcke P.A. “A Scientific Method for Medical Auditing”, part 1. Hospitals 1959; 33:65-71). Da allora il metodo si e’ sviluppato e nel 1993 ha cambiato nome in “Clinical Audit”, ma la sua origine e’ nella sanita’ e la sua applicazione e’ ristretta all’ambito clinico-assistenziale.
Motivo di molta confusione e’ che il termine “audit”, con una radice etimologica nel verbo latino “audire”, e’ entrato fra il 1300 ed il 1600 nella lingua inglese, per descrivere un’attivita’ particolare, quella di revisione dei conti, dato che questi originariamente venivano presentati in forma orale. A tutt’oggi il significato principale del lemma inglese “audit” e’ quello di “an official inspection of an organization’s accounts” (Oxford Dictionary). Nell’economia aziendale il termine viene utilizzato anche in Italia con lo stesso significato. Analogamente, dal 2003 nell’ambito delle norme ISO e’ sinonimo di “visita di verifica”.
Riassumendo: “Audit” in inglese e’ un termine che significa “revisione, verifica, valutazione, esame”, e con tale accezione viene usato in economia, in ambito ISO 9000 ecc., mentre “Audit Clinico” e’ un metodo di valutazione e miglioramento della qualita’ clinica e assistenziale, molto diffuso nei paesi anglosassoni, che prevede l’esame di un campione rappresentativo di cartelle cliniche per confrontare la pratica clinica corrente con dei criteri ritenuti ottimali.

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