“L’Audit Clinico è la discussione di un singolo caso clinico o evento”

In Italia e’ stata piuttosto diffusa l’opinione che l’Audit Clinico sia la discussione di un singolo caso clinico, in particolare se il caso ha avuto degli esiti inaspettati (p.e. eventi avversi). Questo uso improprio ha generato spesso incomprensioni fra colleghi italiani e stupore fra i colleghi anglossassoni. Difatti, le discussioni di casi clinici particolari sono molto diffusi nella sanita’anglosassone (e non solo nei telefilm), ma si chiamano in altra maniera: Significant Event Audit, Morbidity and Mortality Conference, Clinical Review, Case Review ecc.

Uno dei motivi di questa confusione e’ forse il fatto che il termine “audit”, con una radice etimologica nel verbo latino “audire”, e’ entrato fra il 1300 ed il 1600 nella lingua inglese, per descrivere un’attivita’ particolare, quella della revisione dei conti, dato che questi originariamente venivano presentati in forma orale. A tutt’oggi il significato principale del lemma inglese “audit” e’ quello di “ispezione, verifica”. Nell’economia aziendale il termine viene utilizzato anche in Italia con il significato di “revisione dei conti”. Analogamente, dal 2003 nell’ambito delle norme ISO e’ sinonimo di “visita di verifica”. Pertanto, per esempio, “Significant Event Audit” puo’ essere tradotto correttamente con “Verifica di un Evento Significativo”.

A molti colleghi deve essere sembrato logico che una “Verifica Clinica” potesse essere chiamato “Audit Clinico”, non sapendo che questo termine era riservato da molti anni ad un preciso metodo di valutazione e miglioramento della qualita’ clinica e assistenziale, creato dall’americano P.A. Lembcke, anch’esso molto diffuso nei paesi anglosassoni, che prevede l’esame di un campione rappresentativo di cartelle cliniche, e mai di una cartella sola.

Un ruolo non marginale nella diffusione dell’uso improprio del termine “Audit Clinico” ha avuto la Regione Toscana, la quale con Decreto Regionale n.6604 del 22/11/2005, ha definito come “Audit Clinico GRC” un “audit di processo finalizzato alla revisione di eventi significativi, aventi per obiettivo l’individuazione delle criticita’organizzative e le relative ipotesi di miglioramento”, non tenendo conto di tutta la letteratura scientifica gia’esistente in merito. La sigla “GRC” sta per “Gestione del Rischio Clinico” e, nell’uso corrente, viene spesso tralasciata.

A tutto questo il Ministero della Salute ha posto autorevolmente la parola “fine”, distinguendo nella sua recentissima pubblicazione chiaramente fra “Audit Clinico” e “Significant Event Audit” (vd. Notizie italiane in questo numero).

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