“L’audit clinico può essere sostituito da una ricerca automatizzata”

Questa e’ una delle illusioni destinate a trovare crescente diffusione, man mano che settori sempre piu’ ampi dell’assistenza sanitaria si avvalgono di supporti informatici per la gestione e documentazione clinica. Ovviamente, sara’ comodo sostituire lunghe e frustanti ricerche di cartelle ed il loro esame con un click del mouse. Sono individuabili, pero’, due tipi di rischio metodologico: (1) che il lavoro mentale (collettivo) della scelta e costruzione dei criteri per l’audit venga sostituito dal comodo ricorso a “tutte le variabili che sono disponibili”, con la possibilita’ di produrre ridondanza di dati invece di informazioni utili al miglioramento, (2) che, viceversa, non vengano indagate delle variabili importanti perche’ la banca-dati non li contiene.
Vorrei citare solo una piccola selezione (casuale) degli articoli che recentemente mi sono arrivati sul tavolo, a proposito di ricerche “automatizzate”:
– Vogel L. Imperfect measure of hospital safety. CMAJ, 2012, 184 (9): “la mancanza di dettagli clinici nei dati SDO e le irregolarita’ nella codifica continuano a porre un ostacolo alla compilazione di statistiche confrontabili sulla sicurezza dei pazienti.”
– Greiver M, Barnsley J, Glazier RH et al. Measuring data reliability for preventive services in electronic medical records. BMC Health Serv Res, 2012, 12: 116: ”abbiamo trovato differenze fra i cambiamenti misurati con audit su cartelle cliniche e con l’uso di banche dati amministrative… I dati estratti dalle cartelle elettroniche avevano dei limiti di affidabilita’ nella fase iniziale. Dati non affidabili interferiscono con la possibilita’ di misurare e migliorare la qualita’ dell’assistenza.”
– Jones A, Monagle JP, Peel S, et al. Validity of anaesthetic complication coding data as a clinical indicator. Aust Health Rev. 2012, 36(2), 229: “la versione australiana dell’ICD-10 mette a disposizione dati per il miglioramento della qualita’, … riassumendo informazioni dalla cartella clinica per descrivere l’episodio di ricovero ospedaliero. Abbiamo rivisto i casi identificati dal sistema automatico. I nostri risultati indicano una rilevanza limitata per la clinica e per il miglioramento della qualita’.”
– Daneshvar P, Forster AJ, Dervin GF. Accuracy of administrative coding in identifying hip and knee primary replacements and revisions. J Eval Clin Pract, 2012, 18(3), 559: “il nostro studio mostra che i codici ICD-9CM e ICD-10CM possono essere usati per analizzare l’artroplastica di anca o ginocchio… Nel grande ospedale universitario c’era un numero significativo di personale addetto alla analisi delle cartelle; percio’ ci sara’ un errore piccolo inter-ospedale. I risultati possono essere utili a comprendere la potenziale accuratezza della classificazione per le procedure chirurgiche in questione, come parte di un progetto di audit.”
– Caminiti C, Diodati F, Bacchieri D, et al. Evaluation of a pilot surgical adverse event detection system for Italian hospitals. Int J Qual Healthcare 2012, 24 (2), 114: “l’uso di dati amministrativi per l’esame sistematico puo’ portare alla sottostima di un problema, perche’ l’accertamento di eventi avversi dipende dalla qualita’ e completezza della codifica, e solo eventi per cui esiste un codice ICD-9CM corrispondente, possono essere trovati”.

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