“L’audit clinico è come uno studio osservazionale”

Capita non di rado che colleghi clinici, di fronte alla illustrazione del metodo dell’audit clinico dicano: “in fondo è la stessa cosa come uno studio sulla nostra pratica clinica, da presentare ad un convegno ! Raccolgo dati dalle cartelle cliniche, analizzo i dati con alcune tecniche statistiche e traggo conclusioni sul livello della nostra pratica.”
Questo dubbio è comune a molti clinici in tutto il mondo, da molto tempo. Infatti, l’Audit Clinico usa una metodologia scientifica per esaminare la pratica professionale; ciò è insito alla nascita stessa del metodo: P.A. Lembcke intendeva proprio applicare il metodo dell’epidemiologia non solo all’eziologia delle malattie, ma alla valutazione delle cure (1956).
La differenza fra studio osservazionale e audit clinico è l’obiettivo che ciascuno di questi si prefigge: la ricerca mira a definire una “best practice”, l’audit mira a valutare quanto sia distante la pratica corrente dalla best practice ed a migliorarla (Firth Cozens 1993, Paxton 2006).
Da questa differenza originaria derivano tutte le altre distinzioni: la ricerca si basa su ipotesi, l’audit confronta con criteri e standard predefiniti; la ricerca spesso implica nuovi tipi di trattamento, l’audit mai; la ricerca intende fare affermazioni generalizzabili su scala nazionale o internazionale, l’audit intende impattare a livello locale; la ricerca è spesso finanziata da fonti esterne, l’audit no; la ricerca coinvolge non di rado personale esterno, l’audit solo eccezionalmente; la ricerca implica l’intenzione della pubblicazione, i risultati dell’audit in genere vengono diffusi localmente; una ricerca necessita di approvazione del Comitato Etico, l’audit mai.
Nel numero 18 della newsletter erano stati indicati due fra i numerosi strumenti che aiutano i professionisti a distinguere fra progetti di ricerca (in particolare studi osservazionali) e progetti di miglioramento/audit clinici: uno dalla Gran Bretagna ed uno dagli Stati Uniti. Con l’aiuto di queste check-list i professionisti, le Direzioni Sanitarie ed i Comitati Etici possono valutare se un progetto necessita di valutazione etica o no.
. il “Simple Rules Toolkit” di Sheffield http://www.clahrc-cp.nihr.ac.uk/wp-content/uploads/2012/07/Simple-Rules-Toolkit_2.pdf , pubblicato anche da HQIP,
. la IRB QI checklist del Brigham and Women’s Hospital (affiliato alla Harvard Medical School): http://www.partners.org/phsqi/QIWeb/files/Clinical_QI_Checklist.doc (“IRB” e’ l’acronimo di Institutional Review Board, equivalente ai nostri Comitati Etici).

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