Baker R, Hearnshaw H, Robertson N.: Implementing Change with Clinical Audit (1999)

Richard Baker è tuttora una figura di spicco nel panorama della ricerca sui servizi sanitari, in particolare sulla qualità. Inizia la propria carriera come Medico di Medicina Generale, lavora dal 1992 all’Università di Leicester, attualmente dirige il National Institute for Health Research Collaboration for Leadership in Applied Health Research and Care (CLAHRC) per Leicestershire, Northamptonshire e Rutland, un ampio programma per migliorare l’uso delle evidenze nelle organizzazioni del NHS.
Hilary Hearnshaw, invece, ha un background professionale di matematica e ergonomia. Attualmente lavora alla Warwick University di Coventry. Insieme a Richard Baker lavorava nei primi anni 90 nel “Eli Lilly National Clinical Audit Centre” a Leicester.
L’incipit della prefazione, scritta da Charles Shaw, è: “il cambiamento è la misura dell’audit. E l’audit mantiene una posizione centrale nel nuovo mondo del governo clinico”.
Il testo si sofferma solo brevemente sulle fasi e sugli strumenti dell’audit clinico, per esaminare più in dettaglio le strategie per il cambiamento. Non è quindi un manuale di “come si fa un audit clinico”.
“Nella pianificazione della realizzazione del cambiamento, può essere di aiuto identificare le cause principali con tecniche utilizzate in ambienti commerciali.” [Diagramma di Pareto, Ishikawa ecc.]
“Il solo feedback è la strategia che viene scelta più frequentemente per realizzare il cambiamento, ma c’è evidenza convincente che feedback da solo ha effetti limitati. Devono essere utilizzati ampi spettri di strategie.” (p.17) Infatti, troviamo qua la probabilmente prima elencazione delle strategie di implementazione con le evidenze relative alla loro efficacia (feedback, formazione, visite individualizzate, opinion leader, reminder ecc.) che ritroveremo poi nelle pubblicazioni di NICE (How to change practice, 2007).
Importantissimo, innovativo e tuttora attuale il quinto capitolo, scritto da George Brown, Gifford Batstone e Mary Edwards, “Audit and Learning”, che esamina sistematicamente il rapporto fra audit clinico e apprendimento. Ne riportiamo qua il riassunto:
“- Audit è una specie di valutazione. essenzialmente è uno strumento di formazione piuttosto che di management, ma richiede un impeto per imparare, un desiderio per il miglioramento, una ricerca dell’eccellenza. …
– Tutte le prospettive dell’apprendimento hanno qualcosa da offrire al processo di audit.. la componente principale è l’apprendimento basato sull’esperienza e la riflessione. Ci sono legami strettissimi fra fra il ciclo dell’audit ed il ciclo dell’apprendimento riflessivo.”
Il libro è tuttora in commercio, per esempio su Amazon.

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