“Equity audit è una forma particolare di audit clinico”

Alcune Regioni italiane stanno cercando di dare corpo al principio dell’equità, spesso enunciato, ma raramente concretizzato o verificato. L’equity audit, a volte confuso con l’audit clinico, ha alcune analogie con quest’ultimo, ma ci sono anche molte differenze.

Occorre fare una breve premessa semantica: il termine “audit” trova la propria radice etimologica nel verbo latino “audire”: udire, avere l’udito, ascoltare, sentir dire, apprendere, interpretare, sottintendere, aver fama, aver nome. Fra il 1300 ed il 1600 l’etimo entra tramite la lingua francese in quella inglese, per descrivere un’attività particolare, quella di revisione dei conti, dato che questi originariamente venivano presentati in forma orale. A tutt’oggi il significato principale del lemma inglese “audit” è quello di “an official inspection of an organization’s accounts”. Nell’ambito dell’economia aziendale il termine viene utilizzato anche in Italia con lo stesso significato.

Ma anche in altri ambiti, come quello della certificazione ISO, il concetto di “audit”, se utilizzato senza l’aggettivo “clinico”, ha il significato di “revisione, verifica, ispezione”. “Equity audit” significa pertanto “verifica sull’equità”.

L’Agenzia della Regione Emilia-Romagna, fortemente impegnata sull’Equity Audit, ha pubblicato un toolkit, che chiarisce in maniera eccellente le analogie e differenze fra Equity Audit e Audit Clinico. Le analogie sono:
– entrambi sono processi ciclici che mirano a migliorare i servizi e l’assistenza sanitaria,
– prevedono di fissare obiettivi e standard per particolari gruppi o servizi,
– sono condotti in collaborazione con partner che hanno responsabilità sui servizi e con gli operatori che erogano i servizi,
– mirano a facilitare l’apprendimento di pratiche evidence-based.

A differenza dall’audit clinico l’Equity Audit:
– è uno strumento che guarda primariamente alla popolazione residente, non agli utenti di servizi,
– si focalizza su un particolare gruppo di popolazione definito in base a età, genere, nazionalità/ paese di origine, stato socio-economico, luogo di residenza, …
– ha l’obiettivo primario di migliorare i risultati di salute dei gruppi che si rilevano più svantaggiati,
– si occupa di determinanti di salute, di assistenza sociale e sanitaria e di servizi.

http://assr.regione.emilia-romagna.it/it/aree_attivita/partecipazione-innovazione-sociale/comunita-equita/osservatorio-equita/toolkit/toolkit-5/intro-toolkit-5

La fonte originaria è:

Hamer L, Jacobson B, Flowers J, Johnstone F. Health Equity Audit Made Simple – a briefing for primary care and local strategic partnerships. NHS Health Develpoment Agency; 2003, (pag. 17),

che può essere scaricato qua:
http://www.gserve.nice.org.uk/nicemedia/documents/equityauditfinal.pdf

Il toolkit dell’Agenzia dell’Emilia Romagna dà concrete indicazioni come svolgere un equity audit, oltre a fornire ampia bibliografia di approfondimento.

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