Audit Clinico: esperienze da 4 continenti a confronto

Sei paesi di 4 continenti si sono confrontati, nell’ambito del 32.o Congresso Internazionale ISQua a Doha (Qatar), con un workshop sull’Audit Clinico: Arabia Saudita, Australia, Botswana, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito; ha assistito un pubblico interessato, a forte partecipazione asiatica e medio-orientale. Il workshop comprendeva 2 sessioni, una sugli audit locali e la seconda su quelli nazionali.
La prima conclusione che si può trarre è quella che l’Audit Clinico (AC) è una metodologia ormai ampiamente diffusa, anche al di fuori del consueto ambito anglosassone.


In secondo luogo si è constatato che l’equivoco terminologico, in passato piuttosto diffuso in Italia, che vede l’AC  come discussione di un singolo caso clinico o di un singolo evento avverso, viene riscontrato anche in altri paesi, specificamente in quelli non anglofoni. E’ appena il caso di ricordare che il lemma “audit” in inglese ha il significato di verifica/ispezione, ma che il concetto “audit clinico” descrive una metodologia ben precisa, introdotta e descritta nel 1956 da P.A. Lembcke. Altri misunderstanding vedono nell’AC una riunione con la discussione dei propri dati, una raccolta ed analisi di dati sulla propria performance o confondono l’AC con studi clinici retrospettivi (vd. anche: http://wp.me/p5Zhtg-1c e altri articoli nella sezione “leggende metropolitane”).
Una circostanza abbastanza comune è quella del riconoscimento delle attività di AC con crediti ECM. In molti altri paesi sono presenti sistemi simili a quello degli ECM italiani, denominati CME o CPD. Fra i paesi presenti curiosamente solo il Regno Unito non riconosce la partecipazione dei professionisti ad un AC con crediti formativi. Ricordiamo che in Italia la Commissione ECM nel Gennaio 2010 ha incluso l’AC formalmente fra le 4 principali forme di formazione sul campo.
(ape.agenas.it/documenti/2.criteri_per_assegnazione_crediti_e_fsc.pdf)
La scelta del tema per un AC è sempre una questione delicata, in parte dipende da chi lo promuove: gli stessi professionisti o una istanza sovraordinata (“committente”, “commissioner”, stakeholder …). Ovviamente le scelte possono essere dettate anche esigenze locali specifiche, come per esempio il trattamento delle gravi malnutrizioni in Botswana. Alcune tematiche sembrano, invece, di “attualità transnazionale” come per esempio la tromboprofilassi pre-chirurgica.
Per tutti i relatori è sembrato un punto importante dell’agenda che gli stakeholder comprendano veramente il significato ed il possibile potenziale di un AC, prima di commissionarlo. A volte l’AC sembra essere visto come strumento magico per la soluzione di tutti i problemi, altre volte gli stessi stakeholder agiscono “in parallelo”, perché ritengono che l’AC sia solo una raccolta ed analisi dei dati. I colleghi olandesi parlavano, a questo proposito, di “ciclo PD(ca)”.
Solo l’Italia ed i Paesi Bassi riferivano di un obbligo formale di svolgere AC, contenuto nei requisiti per l’accreditamento, per l’Italia nei nuovi requisiti nazionali per l’accreditamento ed in Olanda nei requisiti del NIAZ. Nel Botswana si attende un’indicazione che renda obbligatorio lo svolgimento di AC.
La discussione col pubblico era incentrata su due punti principali: la qualità dei dati, in particolare quando l’AC parte da dati ICD-9 o ICD-10. Nei paesi in cui il pagamento delle prestazioni sanitarie si basa sulla codifica corretta e completa, la qualità dei dati sembra generalmente maggiore. Inoltre, bisognerebbe distinguere due tipi di non-accuratezza: la compilazione lacunosa della documentazione clinica da una parte ed i problemi che sorgono nel processo fra cartella-scheda-database-dati di performance, dall’altra.
Al di là dei dati, magari anche perfetti, il vero motore dell’AC ed il maggior fattore di successo sembra essere il teamwork e l’entusiasmo che i professionisti, soprattutto giovani, possono infondere nel lavoro.
In un contributo successivo approfondiremo la tematica degli AC nazionali, con qualche riferimento ai sistemi nostrani di feedback, ed infine seguirà un articolo più panoramico sulla conferenza. Appena saranno disponibili le slide ed altro materiale, lo segnaleremo.
Il programma di Isqua a Doha si trova qui: http://www.isqua.org/Events/doha-2015/Programme

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