I requisiti per audit nazionali sembrano praticabili, ma raramente sono soddisfatti (in Inghilterra). Come ne uscirebbero i sistemi di PNE e “Bersaglio” ?

La seconda parte del Workshop sull’Audit Clinico a Doha era dedicata ai National Clinical Audits (NCA). Si tratta di una metodologia praticamente sconosciuta in Italia, della quale abbiamo riferito periodicamente dalla Newsletter dell’Aprile 2011 in poi. In sostanza, le strutture sanitarie che aderiscono ai NCA raccolgono dati su determinate patologie dalla documentazione sanitaria dei propri pazienti. Un organismo centrale (Società Scientifica, Università, Ordine Professionale) li raccoglie ed analizza e restituisce i risultati, spesso pubblicamente. Black & Nossiter scrivevano nel 2011: “La partecipazione media è del 69%. La qualità della raccolta dati non sembra sempre garantita. Molti trust non riportano alcun esempio di miglioramento che sia scaturito dalla partecipazione agli Audit Nazionali, e quelli indicati sono spesso generici… Il rischio di questo tipo di approccio sembra essere quello di una gigantesca raccolta dati che occupa molto tempo agli uffici locali senza dare veri stimoli per il miglioramento.”

Nello spirito di ridurre queste criticità, Nancy Dixon ha proposto nel 2012 un set di requisiti che i NCA dovrebbero soddisfare per garantire risultati solidi ed attendibili e al fine di avere una legittimazione etica e finanziaria, sempre premesso che il loro scopo ultimo è quello del miglioramento della qualità. I requisiti sono poi stati pubblicati dall’International Journal nel 2013.

Sandy Middleton, Direttrice del Nursing Research Institute e Professore alla Australian Catholic University di Sidney, ha applicato questi requisiti al National Stroke Audit australiano del 2013/14, per verificarne la praticabilità. Dei 30 requisiti britannici 29 erano pertinenti all’Audit australiano. Uno non era applicabile perché non avveniva alcun linkage fra dati elettronici. Il 100% dei rimanenti 29 requisiti veniva soddisfatto dal National Stroke Audit. In conclusione, i requisiti del Regno Unito (Dixon) sono praticabili, pertinenti e generalizzabili a livello internazionale per i grandi audit su larga scala. Middleton conclude: “consigliamo vivamente che vengano utilizzati e riportati durante la progettazione e come parte del loro processo di valutazione.”

Jake Clements della “Collaboration for Leadership in Applied Health Research and Care” (London) sta conducendo un primo “audit sugli audit nazionali” e conclude che molti NCA non sembrano affatto complianti con i requisiti proposti.

Perché questo dibattito, apparentemente molto anglosassone, potrebbe avere un interesse per i lettori italiani ? Dixon propone i requisiti non solo per NCA di stampo britannico, ma anche “per la conduzione di attività a livello nazionale che riguarda misurazione e supporto al miglioramento della qualità delle cure” (2013, pag. 2), quindi anche sistemi nazionali o regionali di indicatori di qualità.

I due grandi sistemi italiani, il “Programma Nazionale Esiti” (PNE) di Agenas e il “Modello Bersaglio” della Scuola Universitaria Superiore di Pisa sono ormai sufficientemente rodati da poter affrontare una (auto)valutazione con i requisiti di Dixon. Elenchiamo, come stimolo per la discussione, alcuni requisiti “critici”:
(1) “l’oggetto di un audit nazionale deve giustificare il suo svolgimento, partendo dal principio etico di migliorare la qualità delle cure che ricevono i pazienti”.
(3) “tutti gli stakeholder devono essere dichiarati e attivamente coinvolti in tutti gli aspetti della pianificazione e conduzione”.
(7) “gli scopi e gli obiettivi devono riflettere l’intenzione di promuovere la qualità delle cure”
(12) “un protocollo completo deve descrivere in dettaglio tutti gli aspetti della raccolta e del trattamento dei dati .. e deve essere accessibile per tutti gli stakeholder e per tutti i partecipanti”
(17) “l’affidabilità dei dati raccolti deve essere testata ed i risultati di questi test devono essere contenuti nei report”
(20) “i dati preliminari devono essere resi disponibili in tempo utile alle strutture partecipanti per permettere una peer review ed un feedback prima che vengano pubblicati”.

Potrebbe essere lo stimolo per una ricerca ?

Riferimenti:
– Newsletter Aprile 2011: http://wp.me/p5Zhtg-2L
– Black N, Nossiter J. Reporting national clinical audits in Quality Accounts. Brit J Healthcare Management. 2011;17:75–9.
http://www.hqq.co.uk/html/resources/standards.html
– Dixon N. Proposed standards for the design and conduct of a national clinical audit or quality improvement study. Int J Qual Health Care. Settembre 2013;25(4):357–65.

L’elenco dei NCA del Regno Unito si trova qua: http://www.hqip.org.uk/national-programmes/a-z-of-nca/

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