Novità sui PDTA, anche per l’Italia

Si è tenuto, negli ultimi giorni di Ottobre, a Reggio Emilia, un evento doppio sui Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali (PDTA): una giornata di convegno in lingua italiana, e due giornate di congresso internazionale dell’E-P-A (European Pathway Association). E-P-A è un organismo internazionale no-profit, formato da organizzazioni sanitarie, gruppi di utenti, istituzioni accademiche e professionisti che lavorano in favore dello sviluppo, dell’implementazione e della valutazione dei PDTA.

Sia a livello nazionale che internazionale pare esserci un riconoscimento piuttosto consolidato dei PDTA come “nuovo paradigma di organizzazione dei servizi” (Ripa di Meana), “best care at lower cost” (Deales), “strumento di integrazione tra i servizi” (Annichiarico), “strongly evidence-based complex intervention” (Sermeus). Anche la Cochrane Review 006632 attribuisce ai PDTA una riduzione della durata della degenza, una diminuzione dei costi e delle complicanze per alcuni interventi chirurgici.

Alcuni progetti di ricerca, promossi da E-P-A e condotti insieme ad università belghe ed italiane, mostrano una significativa riduzione delle riammissioni ospedaliere -per esempio per BPCO- ed una maggiore compliance con le raccomandazioni basate sulle evidenze (Panella e Vanhaecht). Walter Sermeus dell’Università di Leuven fa un passo in più e si chiede quale sia il disegno di ricerca più adeguato per studiare l’impatto dei PDTA. Probabilmente non si può pensare a trial randomizzati, che sono inadeguati anche per la valutazione di altri strumenti (audit clinico, indicatori). Sermeus propone di considerare i PDTA come “complex interventions” come definiti dal Medical Research Council, tenendo conto che la realizzazione stessa del PDTA fa già parte della ricerca.

Antonio Frassoldati, Oncologo di Ferrara, ha affrontato il difficile dilemma fra standardizzazione e personalizzazione delle cure: si possono standardizzare i metodi per costruire un PDTA, gli snodi decisionali principali e la tracciatura del paziente, ma non la complessità della malattia né del paziente. Frassoldati ha sottolineato l’importanza delle riunioni multidisciplinari per ogni paziente e della figura del case manager. L’esperienza ferrarese si è servita principalmente dell’audit clinico per la valutazione locale dei PDTA, ma la questione “indicatori routinari o audit clinico per i PDTA ?” non è stata affrontata nel corso dell’evento, ed è ancora tutta da chiarire.
Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato ha presentato le esperienze di creazione di due percorsi per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino e per le malattie reumatiche ed autoimmuni. Questi PDTA “modello” sono stati presentati alla Commissione salute della Conferenza delle Regioni nel Maggio 2015, e sono stati sanciti con un accordo Stato-Regioni il 20.10.2015 (rep. 171/CSR e 172/CSR).

La enorme diffusione dello strumento PDTA anche in Italia era documentata anche da una quantità notevole di poster, provenienti da molte regioni.

Per quanto riguarda E-P-A come organizzazione, al momento attuale sono iscritti più di 1100 soggetti da più di 50 paesi, fra cui anche 64 italiani, numero sufficiente a costituire una sezione italiana dell’E-P-A. A Reggio ne è stato decisa la costituzione. L’Italia sarà rappresentata nel Consiglio Direttivo di E-P-A da Alberto Deales (Ancona) e Ulrich Wienand (Ferrara), rispettivamente come Chairman e Co-Chairman della sezione italiana.

Alcuni riferimenti:
– Sito dell’E-P-A: http://e-p-a.org/

– Cochrane sui PDTA: Rotter T, Kinsman L, James EL, Machotta A, Gothe H, Willis J, et al. Clinical pathways: effects on professional practice, patient outcomes, length of stay and hospital costs. In: The Cochrane Collaboration, curatore. Cochrane Database of Systematic Reviews [Internet]. Chichester, UK: John Wiley & Sons, Ltd; 2010. Recuperato da: http://doi.wiley.com/10.1002/14651858.CD006632.pub2

– Ricerche dell’E-P-A:
Deneckere S, Euwema M, Lodewijckx C, Panella M, Sermeus W, Vanhaecht K. The European quality of care pathways (EQCP) study on the impact of care pathways on interprofessional teamwork in an acute hospital setting: study protocol: for a cluster randomised controlled trial and evaluation of implementation processes. Implement Sci. 2012;7:47.

Vanhaecht K, Sermeus W, Peers J, Lodewijckx C, Deneckere S, Leigheb F, et al. The impact of care pathways for patients with proximal femur fracture: rationale and design of a cluster-randomized controlled trial. BMC Health Serv Res. 2012;12:124.

– Sugli interventi complessi:
Richards DA, Hallberg IR, curatori. Complex Interventions in Health: An overview of research methods. 1 edition. Abingdon, Oxon ; New York, NY: Routledge; 2015. 408 pag.

– Conferenza Stato Regioni
http://www.statoregioni.it/dettaglioDoc.asp?idprov=14521&iddoc=48858&tipodoc=18

– Sezione Italiana dell’E-P-A
http://e-p-a.org/news/new-national-section-italy/
Cliccando sul bottone giallo, ci si può iscrivere all’E-P-A gratuitamente

– Riassunto della relazione a conclusione del congresso:
http://e-p-a.org/news/icpc2015-closing-remarks/

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