Misurare la Sicurezza delle Cure – un Workshop a Ferrara

Si è tenuto il 31 Marzo a Ferrara un workshop sugli Indicatori di Safety: “Misurare la sicurezza delle cure” (vd. qua il razionale ed il programma del convegno), organizzato dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, dalla Regione Emilia-Romagna e patrocinato da Agenas. La grande partecipazione (più di 200 iscritti) testimonia l’interesse per l’argomento.

Maria Luisa Moro e Anselmo Campagna della Regione Emilia-Romagna hanno presieduto la sessione plenaria, Barbara Labella (Agenas) ed Ottavio Nicastro (Agenzia Sanitaria E-R) hanno illustrato gli approcci ed i prossimi passi nella raccolta ed elaborazione dei dati in tema di Patient Safety, puntando entrambi sulla strategia del record linkage.

Come avevamo scritto nell’ annuncio del 1.3.2017, indicatori su tematiche come queste pongono degli interrogativi metodologici particolari, legati alla bassa numerosità dei casi al numeratore, ai larghi intervalli di confidenza, alla qualità della codifica e del dato in genere. Se vengono usati su larga scala, per esempio confrontando interi paesi fra di loro, la numerosità può risultare sufficiente; man mano che passiamo al confronto fra regioni o persino fra singole strutture, questi problemi peseranno sempre più fino al punto da dare “immagini troppo sfocate” che diventano poco utilizzabili nella pratica.

Effettivamente, il cd. “Modello Bersaglio”  del MeS (Scuola Universitaria Superiore “S. Anna” di Pisa), che ha incluso alcuni di questi indicatori nel proprio sistema, non li usa per confrontare strutture fra di loro o per darne una valutazione, ma come indicatori di “osservazione”. Anche il sistema SIVER della Regione Emilia-Romagna ha fatto una scelta analoga. Ciò significa che ogni struttura deve monitorare per esempio il tasso delle sepsi o delle TEV post-chirurgiche, ma per uso esclusivamente interno.

In questa logica la giornata ferrarese intendeva proporre due strumenti che si possono integrare con il monitoraggio periodico:

– l’uso delle carte di controllo, proposto da Michele Scagliarini (Bologna) nella sua relazione ed in un laboratorio del pomeriggio,

– l’impiego dell’audit clinico nei momenti in cui il monitoraggio routinario degli indicatori potrebbe dare evidenza di un possibile problema; questo approccio è stato sviluppato in tre laboratori paralleli”.

Citiamo alcuni passaggi dalla relazione di Michele Scagliarini: “in realtà come le strutture sanitarie, le prestazioni erogate sono soggette a una variabilità intrinseca dovuta alla complessità e unicità dei processi coinvolti. Le carte di controllo, sebbene siano basate su una rigorosa metodologia statistica, sono facili da usare e interpretare e costituiscono un valido supporto per il controllo e miglioramento della qualità in ambito Patient Safety.  In ambito di sicurezza dei pazienti un evento avverso è auspicabilmente un evento raro. Per questo motivo si presenteranno delle carte di controllo particolarmente efficaci per monitorare gli eventi rari. Sono le carte di controllo di tipo geometrico: le carte g.“

Carta_g_sepsi

In questo esempio, è stato monitorato il numero delle sepsi post-operatorie, misurando il numero di interventi chirurgici fra un caso di sepsi e l’altro. I punti evidenziati in giallo denotano che il numero di interventi tra due casi di sepsi è significativamente più basso rispetto alla media pluriennale, forse a causa di miglioramenti intrapresi. Maria Luisa Moro (Bologna) nella sua relazione ne ha fornito gli esempi con maggiore evidenza a supporto.

L’uso dell’audit clinico è stato trattato prendendo come caso di studio i protocolli per la valutazione e la prevenzione del rischio tromboembolico. Marco Marietta (Modena) nella sua relazione ha dimostrato efficacemente che l’uso tracciabile ed evidence-based di protocolli per la tromboprofilassi ha un enorme impatto in termini di outcome. I laboratori sull’audit clinico si sono svolti nel pomeriggio a cura del gruppo di lavoro (ex Siquas) che nel 2014 aveva curato il volume “Le raccomandazioni della Siquas – Vrq sull’Audit Clinico. Che cosa dice la letteratura ?”. Trattavano  la tematica della adesione a protocolli di tromboprofilassi, simulando tutte le fasi di un audit, dalla composizione del team fino alla analisi dei dati.

I materiali della sessione plenaria del mattino sono pubblicati qua.

Alla relazione di Fabrizio Carinci e ad alcuni recentissimi studi da lui presentati sarà dedicato un prossimo contributo di questo blog.

Quando saranno pubblicati i materiali del laboratorio pomeridiano, ne daremo immediatamente notizia. L’ebook “Le raccomandazioni della Siquas – Vrq sull’Audit Clinico. Che cosa dice la letteratura ?” si può scaricare qua: Audit_Clinico_Ebook_Siquas_2014

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...