Audit sulle trasfusioni di sangue: NICE rilascia una nuova linea-guida

Molti colleghi si sono impegnati, negli ultimi mesi, nello svolgimento di Audit Clinici in materia di trasfusioni di sangue. Il riferimento spesso erano linee-guida nazionali un po’ datate. Può essere di interesse, quindi, che NICE ha rilasciato pochi giorni fa una nuova Linea Guida sulle trasfusioni di sangue, con l’obiettivo dichiarato di “aiutare ad evitare spreco nel NHS e prevenire rischi per i pazienti.. La Linea Guida fa una serie di raccomandazioni per ridurre la variabilità nella pratica clinica, per aumentare la sicurezza per i pazienti e per prevenire l’uso non necessario di risorse.” Gli argomenti trattati non riguardano solo l’appropriatezza, ma anche il corretto rapporto col paziente.

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Sono usciti i risultati del PNE sul 2014

Anche quest’anno, in autunno inoltrato, Agenas pubblica i risultati del Programma Nazionale Esiti: http://95.110.213.190/PNEed15/index.php

Consigliamo fortemente di usare questo link e non dei segnalibri salvati sul Vostro PC, perchè i vecchi link portano inevitabilmente alla edizione dell’anno scorso. Chiunque può accedere ai risultati, dopo essersi registrato.

Chi desidera solo avere uno sguardo sommario, trova un ottimo riassunto su “Quotidiano Sanità”: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=33396

Un’ intervista alla direttrice del PNE, Marina Davoli, si trova qua: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?approfondimento_id=6914

L’invito a non stilare classifiche fa ormai parte del rito di tutti gli anni, altrettanto l’abitudine di disattendere l’invito, per ora possiamo segnalare l’articolo di L. Vazza su “Sanità 24” del 17.11., ma nei prossimi giorni sicuramente altri seguiranno.

Nelle prossime settimane analizzeremo in dettaglio le novità metodologiche del PNE 2015 (riferito ai dati 2014), chi non l’avesse fatto, può sfogliare alcuni contributi, relativi al PNE, pubblicati in passato su questo blog: http://wp.me/p5Zhtg-4h , http://wp.me/p5Zhtg-3u

 

 

 

I requisiti per audit nazionali sembrano praticabili, ma raramente sono soddisfatti (in Inghilterra). Come ne uscirebbero i sistemi di PNE e “Bersaglio” ?

La seconda parte del Workshop sull’Audit Clinico a Doha era dedicata ai National Clinical Audits (NCA). Si tratta di una metodologia praticamente sconosciuta in Italia, della quale abbiamo riferito periodicamente dalla Newsletter dell’Aprile 2011 in poi. In sostanza, le strutture sanitarie che aderiscono ai NCA raccolgono dati su determinate patologie dalla documentazione sanitaria dei propri pazienti. Un organismo centrale (Società Scientifica, Università, Ordine Professionale) li raccoglie ed analizza e restituisce i risultati, spesso pubblicamente. Black & Nossiter scrivevano nel 2011: “La partecipazione media è del 69%. La qualità della raccolta dati non sembra sempre garantita. Molti trust non riportano alcun esempio di miglioramento che sia scaturito dalla partecipazione agli Audit Nazionali, e quelli indicati sono spesso generici… Il rischio di questo tipo di approccio sembra essere quello di una gigantesca raccolta dati che occupa molto tempo agli uffici locali senza dare veri stimoli per il miglioramento.”

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Audit Clinico: esperienze da 4 continenti a confronto

Sei paesi di 4 continenti si sono confrontati, nell’ambito del 32.o Congresso Internazionale ISQua a Doha (Qatar), con un workshop sull’Audit Clinico: Arabia Saudita, Australia, Botswana, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito; ha assistito un pubblico interessato, a forte partecipazione asiatica e medio-orientale. Il workshop comprendeva 2 sessioni, una sugli audit locali e la seconda su quelli nazionali.
La prima conclusione che si può trarre è quella che l’Audit Clinico (AC) è una metodologia ormai ampiamente diffusa, anche al di fuori del consueto ambito anglosassone.

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E’ ora di cambiare paradigma sulla sicurezza dei pazienti ? Un articolo provocatorio sull’International Journal

Braithwaite J, Wears RL, Hollnagel E. Resilient health care: turning patient safety on its head. International Journal for Quality in Health Care. 1 ottobre 2015;27(5):418–20.

Abbiamo già parlato di Jeffrey Braithwaite in questa newsletter (http://wp.me/p5Zhtg-3o). Insieme ad altri due autori, Robert Wears dell’Università della Florida e Erik Hollnagel dell’Università di Odense, propone in un recentissimo articolo sull’Intjqc (dell’Agosto 2015) un nuovo paradigma in tema di sicurezza dei pazienti.

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Un pensiero nuovo sull’audit clinico nell’era delle cartelle informatizzate

Brown B, Peek N, Buchan I. The Case for Conceptual and Computable Cross-Fertilization Between Audit and Feedback and Clinical Decision Support. Stud Health Technol Inform. 2015;216:419-23.

Quante volte avremo sentito una frase del tipo “con la cartella clinica elettronica l’audit clinico diventerà un gioco da ragazzi, basterà un click”, o addirittura “.. l’audit clinico scomparirà con la diffusione delle cartelle informatizzate”? Abbiamo riferito in diverse newsletter su lavori in letteratura che evidenziano un gap sostanziale fra la qualità dei dati di sistemi informatizzati ed un audit clinico ben impostato (http://wp.me/p5Zhtg-1Q).
Il paper qui discusso va finalmente oltre i soliti orizzonti e stantii dibattiti. Due giovani ricercatori ed un professore in Public Health Informatics, tutti e tre di Manchester, aprono una prospettiva concettuale ed epistemologica nuova sul futuro dell’audit clinico. Il paper non è uno studio empirico, né una revisione sistematica, ma una proposta teorica innovativa.
In primo luogo gli autori si chiedono come funzionano e che cosa hanno in comune due metodi apparentemente molto lontani fra di loro: i supporti informatizzati alle decisioni cliniche (clinical decision support, CDS) e l’audit clinico. Poi si chiedono se possa essere pensabile una reciproca contaminazione fra essi.

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Eventi e corsi di formazione in Italia – Autunno 2015

Segnaliamo, in ordine cronologico, alcuni corsi ed eventi di formazione che ai lettori del blog potrebbero interessare.
Ulteriori suggerimenti sono benvenuti.

– SIS Statistical Conference “Statistics and demography: the legacy of Corrado Gini”, Treviso 9-11 Settembre 2015
http://meetings.sis-statistica.org/index.php/ginilegacy/SIS2015/schedConf/program
Alcune sessioni sono dedicate all’analisi statistica in sanità.

– Master in Biostatistica dell’Università di Bologna, scadenza del bando 15/9/2015
http://www.unibo.it/it/didattica/master/2015-2016/biostatistica
Master rivolto anche a Medici e Biologi

– Corso Progea “Valutare secondo la metodologia Tracer di Joint Commission International”, Milano 24-25 Settembre 2015
http://www.progeaconsulenza.it/tracer-methodology-2015

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Pubblicati i nuovi documenti di Agenas per l’accreditamento: un ulteriore passo verso un modello unico in Italia

Nell’Ottobre del 2014, nel rendiconto sul Workshop di Senigallia, avevamo riferito dell’importanza che il Ministero attribuisce agli strumenti di misurazione e miglioramento della qualità, fra cui l’audit clinico. Rosetta Cardone aveva illustrato il documento di intesa Stato-Regioni del Dicembre 2012 (http://wp.me/p5Zhtg-32)
A questo si è aggiunto nel Febbraio 2015 un documento Stato-Regioni sulla tempistica dell’adeguamento ed in questi ultimi giorni (24 Agosto), Agenas aggiunge un’ulteriore tessera al mosaico: i “manuali” per l’accreditamento. Il termine “manuale” va inteso in senso anglo-sassone, come documento guida che contiene i requisiti che le strutture sanitarie devono possedere per ottenere l’accreditamento (e quindi non come documento che le strutture redigono in previsione della verifica ispettiva). Il modello che viene delineato nel manuale per gli ospedali fa riferimento alle pratiche conosciute a livello internazionale: Danimarca (DDKM), Francia (HAS), Joint Commission International, Australia (ACHS). Come valori fondanti vengono dichiarati:

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Eventi e corsi di formazione internazionali nell’autunno 2015

Isqua: dal 4 al 7 Ottobre si terrà la 32.a Conferenza dell’International Society for Quality in Healthcare, a Doha (Quatar), con il titolo “Building Quality and Safety into the Healthcare System”. I focus tematici sono “Sicurezza dei pazienti” e “Patient Centered Medicine”, con alcuni relatori di primo livello internazionale. Nella giornata del 4 Ottobre, fra gli eventi pre-conference è previsto un Workshop “Clinical Audit as a quality improvement process – Lessons from different countries”, con contributi dall’UK, Olanda, Australia, Italia e Botswana.
http://www.isqua.org/Events/doha-2015

Healthcare Conferences UK: nei programmi attuali di questo provider non è più previsto l’abituale convegno di Febbraio sull’Audit Clinico a Londra. Si terrà, invece, il 7 Ottobre a Manchester un convegno con l’abituale titolo “Clinical Audit for Improvement” e dal sottotitolo “Monitoring and Improving Quality through the effective use of Clinical Audit”. Le sessioni plenarie trattano sia Audit Nazionali (NCA) che locali, in tutti gli aspetti interessanti.
http://www.healthcareconferencesuk.co.uk/clinical-audit-for-improvement-healthcare

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Disegno di legge sulla concorrenza: open data in sanità

Il disegno di legge sulla concorrenza, presentato in Febbraio 2015, conteneva nelle prime bozze anche un articolo su “Open data nel settore sanitario”:
– le Regioni dovrebbero assicurare massima trasparenza … di performance delle strutture sanitarie accreditate, anche mediante la pubblicazione sul proprio sito Internet di rapporti periodici che illustrino le attività mediche svolte e il livello di qualità del servizio erogato,
– è istituita una Commissione per l’individuazione di indicatori di performance .. secondo i miglior parametri internazionali..
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Un audit parziale ha prodotto comunque qualche risultato positivo

Tanvetyanon T, Lee J-H, Fulp WJ, Schreiber F, Brown RH, Levine RM, et al. Changes in the Care of Non–Small-Cell Lung Cancer After Audit and Feedback: The Florida Initiative for Quality Cancer Care. JOP. 2014 Jul 1;10(4):e247–54.

Gli autori di questo lavoro sono in buona parte medici oncologi che lavorano in Florida, l’impostazione metodologica è stata data da P.B. Jacobsen, psicologo del Moffitt Cancer Center di Tampa. Il lavoro fa parte di un progetto più ampio che riguarda anche la qualità delle cure per il carcinoma del colon e quello della mammella. Probabilmente si tratta del primo audit pubblicato sul trattamento di questo specifico tumore.
L’idea dell’audit era quella di valutare l’adesione alle Linee Guida sul trattamento del Ca. Polmone “non a piccole cellule” (NSCLC); è stata fatta una prima rilevazione dei dati nel 2006 su 518 pazienti trattati da 10 oncologi ed una seconda nel 2009 su 573 pazienti. Per 5 criteri su 16 vi è stato un miglioramento statisticamente significativo:
– la qualità della documentazione clinica: stadiazione entro 1 mese dalla prima visita, “flow sheet” per pazienti in chemioterapia, consenso informato sulla chemioterapia,
– TAC o RMN cerebrale in pazienti con tumori di stadio avanzato,
– Performance Status documentato per pazienti di stadio III o IV.

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PNE e Audit Clinico

Del Programma Nazionale Esiti abbiamo parlato in molti numeri della newsletter (12,16,24,28,29). Riprendiamo qua alcuni passaggi dell’intervento di Marina Davoli, responsabile del programma, al Workshop di Senigallia: le difficoltà, dopo 3 anni di implementazione del “programma” stanno persistendo:
– i dati di partenza sono in buona parte quelli del flusso informativo SDO, quindi dati non immessi con lo scopo di misurazione della qualità e non sempre di buona qualità;
– non di rado si verificano comportamenti opportunistici nella codifica SDO da parte di strutture che si vedono messe in cattiva luce dalla pubblicazione dei dati;
– l’atteggiamento dei media è quello tipico del “blaming and shaming”.

In un’intervista a “Quotidiano Sanità” la stessa responsabile affermava: “i dati del PNE sono segnali di allerta, di supporto alle Regioni e alle aziende per avviare i processi di audit sulla qualità dei dati, clinici e organizzativi, finalizzati al miglioramento dell’efficacia e dell’equità del SSN. Gli audit sono utili e necessari, anche per le strutture che hanno esiti favorevoli, sia perché anche in questi casi possono esserci degli errori sia per individuare esempi di buone pratiche”.

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Gravi errori nella terapia farmacologica: l’incident reporting ne scopre meno di 2 su 100

Westbrook JI, Li L, Lehnbom EC, Baysari MT, Braithwaite J, Burke R, et al. What are incident reports telling us? A comparative study at two Australian hospitals of medication errors identified at audit, detected by staff and reported to an incident system. International Journal for Quality in Health Care. 2015 Feb 1;27(1):1–9.

Alcuni degli autori di questo importante studio avevano contribuito alcuni anni fa ad un lavoro epocale sulla valutazione dell’accreditamento come predittore della performance delle strutture sanitarie (la cui lettura può essere consigliata anche se esce dall’ambito tematico della newsletter). Essi provengono da alcune prestigiose istituzioni sanitarie ed accademiche di Sydney.
Johanna Westbrook ed i suoi colleghi partono dal concetto che “l’incident reporting è uno strumento chiave per la qualità e sicurezza, sebbene lo ‘under-reporting’ costituisca un serio limite… il rischio di trarre conclusioni non corrette viene amplificato dai numeri piccoli per specifici tipi di incidenti e la mancanza di denominatori”.

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Isqua: Conclusa la conferenza 2014 a Rio, prevista 2015 a Doha

– Isqua: si è conclusa in Ottobre la 31.a conferenza dell’International Society for Quality in Healthcare a Rio de Janeiro. Sul sito dell’Isqua è disponibile una documentazione pressochè completa, con filmati delle relazioni, slide delle presentazioni, abstract di interventi e poster:
http://www.isqua.org/conference/rio-de-janeiro-2014/post-conference—rio-de-janeiro
Abbiamo trovato solo un contributo relativo all’Audit Clinico in senso stretto:
. The Use Of The N95 Respirator For The Prevention Of Mycobacterium Tuberculosis (MTB) Transmission: A Clinical Audit At Nyangabgwe Referral Hospital, Botswana, di Tiny K.Masupe e Mpho Selemogo, Gothusang Tawana (Clinical Audit Office, University of Botswana School of Medicine, Gaborone, Botswana).
La prossima conferenza dell’Isqua si terrà dal 4 al 7 Ottobre a Doha, Quatar. Abstract di proposte possono essere inviate entro il 12.2.2015