Un incontro di aggiornamento fra Medici di Medicina Generale è un audit clinico

L’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale del 25 marzo 2005 prevede all’art. 20 che le Regioni possono riconoscere, …, attivita’ formative del Medico di Medicina Generale, nelle seguenti aree: “(…) 4. Aggiornamento e Audit”.
La Commissione Nazionale ECM stabilisce nel suo documento “Formazione sul campo (FSC) e criteri per l’assegnazione di crediti ECM alle attivita’ di FSC” del 13 Gennaio 2010 di accreditare le seguenti tipologie: “(…) Audit Clinico e/o Assistenziale”.
Quindi, gia’ dal 2005 i Medici di Medicina Generale possono farsi riconoscere le attivita’ di Audit Clinico come formazione, e nel 2010 questa possibilita’ e’ stata estesa a tutti i professionisti della sanita’, in poche parole: Audit Clinico e’ Formazione.
Non vale, pero’, il ragionamento inverso, secondo cui ogni incontro, ogni aggiornamento, ogni discussione su argomenti piu’ o meno clinici, possa essere chiamato “Audit” o “Audit Clinico”.
Seguendo la richiesta del dirigente del Ministero (vd. sopra), sarebbe opportuno che gli Uffici Formazione e le organizzazioni dei Medici di Medicina Generale fermassero il qualunquismo terminologico ed usassero precisi criteri per il riconoscimento di attivita’ di Audit Clinico come formazione, come per esempio i seguenti:
Chi chiede il riconoscimento/accreditamento di un attivita’ di Audit Clinico dovrebbe dare evidenza
1. della scelta condivisa di un ambito clinico, ritenuto importante,
2. della formulazione di criteri che descrivono una pratica professionale ritenuta ottimale; questi criteri dovrebbero fare riferimento alle evidenze scientifiche (p.es. Linee Guida), e possono riguardare aspetti del processo clinico e/o dell’esito (outcome),
3. della definizione di uno standard che demarca il limite fra il livello qualita’ ritenuto accettabile e non,
4. dell’esame della documentazione clinica (cartelle, referti, schede, cartacee o elettroniche) per un campione di pazienti,
5. della valutazione quantitativa sul numero di pazienti che soddisfano ogni criterio,
6. della discussione di tali risultati e dell’avvio di un ciclo di miglioramento nel caso di scostamenti significativi dal valore-soglia.
Questi criteri vengono utilizzati dai Valutatori in Emilia Romagna nelle verifiche per l’Accreditamento delle strutture sanitarie.

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